Coordinatori PV, il prossimo 15 Giugno la selezione degli iscritti

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Coordinatori PV, il prossimo 15 Giugno la selezione degli iscritti

Il 15 giugno 2019 si concluderà la prima fase costituente del Parlamento Virtuale.
In base alla classifica punti degli iscritti, verranno selezionati i primi tre utenti che per ogni circoscrizione elettorale (la selezione si basa sulla legge elettorale del 2017), avranno accumulato più punti sul proprio profilo.

Anche se si tratta di un ambiente “virtuale”, verrà applicato un metodo di selezione che si attiene alla legge elettorale in vigore, in linea con le finalità formative del progetto. I coordinatori saranno 84: per ognuna delle 28 circoscrizioni, saranno 3 gli iscritti che sul territorio faranno da referenti per il PV e che promuoveranno iniziative politiche come ad esempio raccolta firme per leggi di iniziativa popolare, eventi, seminari politici e convegni.

Inoltre, è in fase di sviluppo, l’area formativa dove gli iscritti potranno fruire di vari corsi di formazione tenuti da docenti oppure rappresentanti politici. Il regolamento per le selezioni è pubblicato su questa pagina. Tra i principali compiti dei coordinatori, stabilire le modalità per le elezioni dei parlamentari virtuali.

Il Parlamento Virtuale nasce come strumento di democrazia liquida e partecipativa ed è aperto a tutti.

 

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9 thoughts on “Coordinatori PV, il prossimo 15 Giugno la selezione degli iscritti

  1. La Democrazia Rappresentativa si mantiene su concetti liberali e non liberisti, ma dovrebbe sostenersi sul consenso diretto della base e non su proposizioni ferroviari che.
    Il ripudio del cambiamento è costato caro a molte formazioni e gli italiani per reazione hanno portato avanti concetti reattivi che hanno prodotto una classe politica sempre meno professionale e la demos cratos ne ha pagato le conseguenze.
    Oggi dobbiamo reagire con cultura e professionalità o le generazioni future non potranno guardare a noi con la stessa vocazione con cui ringraziamo chi ci ha preceduto.
    Questo non è ammissibile.

  2. Noi già viviamo in una Democrazia. Abbiamo una Costituzione che molti Stati ci invidiano. Occorre fare attenzione a volerla difendere da un attuale “mal sano populismo”. I nostri rappresentanti al Parlamento dovrebbero, proprio in nome della Democrazia, pensare a riformare la Legge Elettorale, in quanto non è adeguatamente consona alla difesa della Democrazia.

  3. L’espressione massima di democrazia, per altro oggi morta dalla politica attuale, è solo individuabile nella parola “categoria”. Come Posso Nazionale di un Sindacato posso affermare che va creata una base solida per far ripartire la settorialita’ attraverso politiche mirate.
    Glauco Marras

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