1° Conferenza Programmatica PV

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1° Conferenza Programmatica PV

Data / Ora
Date(s) - 28/09/2019
10:00 - 17:30

Luogo
Sala Unica - Hotel Colosseum Roma

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PROGRAMMA DEI LAVORI

H 10.00 – Accreditamento
H 10.15  – Apertura dei lavori
H 10.20 – Relazione del Presidente del Coordinamento Nazionale
H 10.40 – Interventi dei Vicepresidenti
H 11.10 – Interventi dei Coordinatori Nazionali
H 13.30Pausa Pranzo
H 14.15 – Presentazione Regolamento del Parlamento Virtuale
H 14.30 – Dibattito sul Regolamento
H 15.30 – Votazione del Regolamento
H 15.40 – Presentazione dei nuovi organi del Parlamento Virtuale
H 15.45 – Interventi dei presenti
H 17.20 – Chiusura dei lavori

Per informazioni e assistenza potete scrivere a info@parlamentovirtuale.it (anche RSVP).

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3 commenti su “1° Conferenza Programmatica PV

  1. Questa prima conferenza programmatica del parlamento virtuale è molto importante alla luce degli ultimi eventi che si sono verificati nel panorama politico italiano dopo la nascita del governo giallo rosso e si ossa passare a fare politica con serietà per il bene del nostro paese e per questo che il parlamento virtuale e chiamato a lavorare su progetti lungimiranti a partire dal lavoro , al controllo degli sbarchi ,alla lotta al crimine organizzato e a una diminuzione della pressione fiscale e per questo che daremo un contributo alle forze politiche che vorranno ascoltare le nostre proposte.
    Segretario politico nazionale di sovranita popolare Mauro Conti

  2. Il “Parlamento Virtuale” ha un’occasione storica: essere la piattaforma digitale dinamica e interattiva del popolo italiano, sovrano per Costituzione, che tratti compiutamente almeno tre questioni:
    1. Il voto digitale come espressione della democrazia partecipata dai cittadini, quelli che formano il corpus degli elettori (il Popolo Sovrano) in caso di elezioni politiche e amministrative.
    2. Il voto digitale come meccanismo per i “sondaggi” del popolo Sovrano.
    3. Il luogo virtuale deputato alla costruzione del consenso e del dibattito per essere raggiunto.
    Tutto questo, affinché il Popolo Sovrano diventi maggioranza in un Parlamento che verrà.
    Nel frattempo, che il punto 3 serva serva come piattaforma digitale programmatica per due questioni: la formazione del “Programma Politico” del “Popolo Sovrano”, la costituzione e l’organizzazione funzionale del “Governo ombra” che sappia fare ombra costruttiva al governo in carica e, come già lo è, operi secondo il metodo della formazione delle leggi di un vero e proprio Parlamento, in questo caso, Virtuale.
    Il significato, la prospettiva, cioè, con cui sarebbe utile riflettere sulla consistenza di una piattaforma digitale del tipo prospettato, è ricavabile da un commento occasionale che ho postato su Facebook in risposta all’affermazione di Casaleggio che, in diretta TV, commentando il risultato del plebiscito dei SI degli iscritti al M5S al nuovo compromesso storico giallorosso, diceva:”…tutto il mondo attende questo risultato sancito dal voto digitale della piattaforma Rousseau, un nuovo modo di sancire la democrazia espressa direttamente dai cittadini, cui tutti i Paesi guardano con estremo interesse..”. Più o meno, vado a memoria, ma il senso è corretto.
    Questo è quel che ho scritto e che auspico sia il “Parlamento Virtuale”:
    “Gio Tomei – In effetti, il lato culturale della vicenda, trattata come una barzelletta (avevo scritto “La barzelletta del giorno: Il governo alla prova della piattaforma rousseau”), voleva tentare di esprimere come il voto digitale, o il voto per posta, o il voto personale, fisico, presso un luogo deputato alla fattispecie, quando rivolto ai membri iscritti di un partito politico, rappresenta solo l’aspetto funzionale scelto a casa propria, tra iscritti a quel partito. E non ha nessun elemento di novità, se non nella semplificazione dello strumento prescelto. Infatti, rappresenta una forma di democrazia interna tra coinquilini di uno stesso condominio. Tuttalpiù, come in questo caso, i SI o i No, possono rappresentare l’esistenza di almeno due correnti nel medesimo partito. Altra cosa è una piattaforma di voto digitale che rappresenti la partecipazione democratica del popolo sovrano alla “politica” del Paese, come metodo di equilibrio tra poteri, come quelli espressi dalla attuale forma di democrazia rappresentativa, libera da contrappesi nel mandato elettivo fornito da noi, per giunta, senza vincolo di mandato. Da sempre, quando si parla di voto digitale, noi cittadini rappresentanti della “Sovranità Popolare”, abbiamo sempre inteso fosse possibile realizzare un sistema funzionale di voto democratico aperto, basata su piattaforma digitale, per tutti i cittadini italiani, nell’intervallo tra una tornata elettorale e la successiva e senza soluzioni di continuità, definendola per questo: “Primarie Sempre Aperte”. In questo caso, le tecnologie digitali, come strumento di democrazia, partecipata dai cittadini in via diretta, sarebbe costantemente rappresentata nei risultati, costruita sulla base del protocollo blockchain, a garanzia tecnica, sicura e legale della fattispecie trattata. Allora si, una soluzione innovativa come questa riceverebbe l’attenzione del mondo, certificandosi come uno standard di fatto a disposizione di tutti, innescando un fenomeno evolutivo di una rete decentrata universale, in cui i “nodi” logici, indicherebbero ciascuno, sul medesimo standard tecnologico, un Paese della Terra, o dell’Europa dei Popoli (o, nel caso dell’Italia, nodi logici che costituiscono la densità di cittadinanza digitale a livello di Regione, di Provincia, di Comune, secondo l’analisi dei dati utili a qualsiasi prospettiva di valutazione dei dati). Se qualcuno pensasse all’utopia, si ponga nella prospettiva di ragionare che i “nodi” fisici esistono già e avvolgono la terra per fornire comunicazione interattiva e dinamica ad oltre 3,5 miliardi di esseri umani come noi. Chi tra i cittadini del mondo lo sa bene, è Mister Zukerberg, che con LIBRA, la cripto moneta universale (nelle sue intenzioni), prima costruisce un protocollo blockchain personale e disponibile a tutti, in questo caso, non per votare, ma per transare moneta cripto di nome Libra, in sicurezza e in libertà, almeno per i circa 2,5 miliardi di persone come noi che frequentano Facebook. L’ho fatta un po’ lunga per tentare di allineare la riflessione tra noi sulla dimensione aperta all’intelligenza e alle capacità umane, sulla disponibilità d’innovazione da comprendere, perchè è disponibile a noi, ora. Non resta che mettersi d’accordo e convincerci che la specie più numerosa è quella che sul serio, può fare tutto, ed è la nostra, quella della razza specifica dei cittadini uniformati in un’unica classe sociale, che potremmo definire dei “contribuenti fiscali”, circa 41 milioni di noi che reggiamo la partitocrazia, il governo, lo Stato e la sua burocrazia e forniamo carne da macello, per colmare i buchi della loro incapacità. Tanto, dopo di noi, ad attenderci c’è la folta schiera dei nostri concittadini esclusi per mancanza di “moneta”. A quando la rivoluzione silenziosa e cosciente di circa 41 milioni di noi, in nome e per conto degli “esclusi”?
    Concluso qui con un’affermazione di principio: perché no, cominciando da questo strumento organizzativo funzionale che abbiamo definito essere il “Parlamento Virtuale”, oltre la partitocrazia?

  3. Credo che questa prima uscita pubblica del Parlamento Virtuale con questa conferenza programmatica,darà i sui positivi frutti. Ciò,sia del punto di vista organizzativo,che politico! Inoltre,oggi molto più di ieri, alla luce di questa grande confusione politica che attraversa il nostro paese, c’è bisogno di chiarezza e di nuove proposte mirate a fare uscire il paese da questo pantano. Credo che da questo punto di vista il Parlamento Virtuale con i suoi contributi di proposte e suggerimenti che sapremo dare,potrà svolgere una azione sia di sollecito delle forze politiche,che di risoluzione di taluni problemi. Giovanni Boccellato membro del C.N.

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