Il primo intervento in seno alla consulta nazionale è stato di una donna della DC: Angela Maria Guidi Cingolani

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Il primo intervento in seno alla consulta nazionale è stato di una donna della DC: Angela Maria Guidi Cingolani

di Chiara Salbego (Verona) – Segretario regionale del Movimento femminile e per le Pari Opportunità della Democrazia Cristiana del Veneto

E’interessante andare a riguardarsi la storia del nostro Paese e trarre spunti ed insegnamenti validi anche per il presente.

Stavo rileggendo i primi passi della nostra Repubblica, con tutte le enormi difficoltà che vi erano allora e con una situazione femminile in cui le cosiddette Pari Opportunità erano più o meno un miraggio.

Intanto però le donne cominciano ad entrare negli spazi istituzionali di quella che poi sarà la Repubblica Italiana.

Quando il 25 settembre 1945 il Parlamento si riapre per ospitare la “Consulta Nazionale” composta dai vari esponenti dell’antifascismo designati dai partiti politici, per la prima volta – tra i 430 membri del nuovo prestigioso organismo – vi sono anche 13 donne, tra cui importanti figure dell’antifascismo.

E proprio alla Consulta Nazionale si registra il primo intervento di una donna ad una assemblea rappresentativa politica italiana.

Il discorso, tenuto dalla Angela Maria Guidi, coniugata Cingolani, Responsabile nazionale del Movimento Femminile della Democrazia Cristiana, mette subito in evidenza l’insoddisfazione per gli scarsi spazi politici lasciati alle donne.

Angela Maria Guidi coniugata Cingolani, conosciuta anche come Angela Maria Guidi Cingolani (Roma – 31 ottobre 1896 / Roma – 11 kuglio 1991) è stata una importante figura politica italiana, esponente di spicco della Democrazia Cristiana e prima donna a ricoprire la carica di Sottosegretario in un Ministero della Repubblica italiana.

<< Colleghi consultori, nel vostro applauso ravviso un saluto per la donna che per la prima volta parla in quest’aula. Non un applauso dunque per la mia persona, ma per me quale rappresentante delle donne italiane che ora, per la prima volta, partecipano alla vita politica del Paese. Parole gentili, molte ne abbiamo intese nei nostri riguardi, ma le prove concrete di fiducia in pubblici uffici non sono molte in verità. Qualche assessore, una Vice-Sindaco come la nostra di Alessandria e qualche altro incarico assai, assai sporadico: eppure nel campo del lavoro, della previdenza, della maternità e infanzia, della assistenza in genere e in quella post-bellica in specie, ci sarebbe stato modo di provare la nostra maturità e capacità di realizzatrici >>.

Sono i primi passi di un lungo cammino che ha fatto indubbiamente molti progressi ma che ancora tanti ne deve compiere per realizzare quella effettiva parità che e’ un obbiettivo dichiarato di tutte le forze politiche democratiche esistenti in Italia.

Un principio che attende rispetto ed applicazione in tutto il mondo e per il quale è opportuno battersi senza infingimenti o passi indietro dovuti a qualche considerazione di comodo che non riteniamo certo degna di una forza politica civile e democratica.

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