Populismi e Democrazia

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Populismi e Democrazia

di Angelo Piazza

Aleggia negli ultimi tempi, visto lo scenario politico alquanto controverso, una sorta di incertezza, soprattutto semantica, intorno alla parola “populismo”.
“Atteggiamento ideologico che esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi.”

Secondo l’enciclopedia Treccani è questo il significato del lemma che oggi sembra cavalcare l’onda politica italiana e spesso europea.
Ed effettivamente una definizione del genere non starebbe eccessivamente stretta. Riaffermare il potere decisionale di un popolo troppo spesso emarginato dalla scena politica è quanto mai necessario ed urgente, specie riguardo le nuove generazioni.

Eppure il termine populismo viene oggi associato a figure come Trump, Putin, Salvini, Le Pen, Di Maio e un po’ tutti gli esponenti di quei movimenti posti sulla falsa riga di questi. In realtà questo termine, come detto, racchiude in sé un senso democratico profondo che vale la pena indagare, evitando così di fermarsi alla pura demagogia abilmente mascherata.



Pierfranco Pellizzetti nel suo libro “Il conflitto populista” ben analizza l’attuale situazione politica in una sola frase:
Il populismo di destra è soltanto una trappola semantica per dirottare l’energia dei più a vantaggio dei pochi, a favore di interessi e obiettivi anti-popolari” il tutto realizzato mediante, e cito ancora “politiche della paura e con la mutazione del concetto stesso di sicurezza, da security a safety
E i termini di paragone con le politiche attuali certo non mancano.

Tale demagogia assume quindi l’apparente rivolta verso una tecnocrazia più volte e da tutti contestata, in chiave assolutamente nominale, per poi sfociare in quanto sopra detto.
Eppure abbiamo sottolineato come la parola “populismo” covi in sé grandi ideali, al punto che da sempre mi sono sentito coinvolto in tale stravolgimento culturale, forse di quelli svaniti oramai da troppi anni.
A cosa ambire allora?

Beh, sinceramente credo nell’esigenza di instaurare una Nuova Politica, scritta in maiuscolo, capace di farsi carico di quelle che sono le reali esigenze e i problemi impellenti e sia capace di affrontarli in termini di servizio, cosa alquanto difficile da riscontrare oggi. Una politica che non sia fatta per ambizione personale, come si riscontra ormai in tutte le candidature, ma che comporti sacrificio e voglia di contribuire effettivamente al bene comune.

Una politica capace di superare le concezioni strampalate di destra e sinistra, ormai del tutto incoerenti con la visione politica attuale, e sappia fare forza su questo concetto di unità per stare dalla parte di tutti. Una politica che sappia anzi guardare a ciò che è stato con visione critica, conscia che ciò che fu non ha alcuna possibilità di riprendere vita, e farne tesoro per la costruzione di un modello politico nuovo ed efficace. Una politica non fatta di cognomi, ma di idee.
Una politica che sappia agire lì dove le generazioni passate hanno fallito, una politica giovane in tutto e per tutto.
Una politica che sappia dare un senso democratico e puro al termine populismo, quale esso merita.

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3 commenti su “Populismi e Democrazia

  1. Nell’ambito della mia attività professionale, ho lavorato come Key Account Manager in una società leader nel settore dei grandi impianti della ristorazione collettiva. Ho visto un passaggio epocale del settore. Da una “semi improvvisazione” delle attività connesse alla tracciabilita’ dei prodotti sino a essere serviti in tavola. Merito delle tecnologie applicate anche a un settore “semplice”, come la ristorazione collettiva, ma di grande esponenzialita’.

  2. Un articolo molto interessante che propone dei concetti importanti per uno sviluppo serio e democratico della nostra Società, Concetti da sostenere e condividere ! Complimenti. A.S.

  3. Lavoro nell’ambito della ristorazione da più di 20 anni da dipendete, è purtroppo negli ultimi anni ho riscontrato diverse falle, si è persa molta qualità è socialità costruttiva,vorrei dare il mio contribbutto al craare il vero futuro di qualità è stabilità sul campo della ristorazzione.

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