Stop alla vendita di armi alla Turchia, ma rimane aperta la questione sull’ingresso in Europa

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Stop alla vendita di armi alla Turchia, ma rimane aperta la questione sull’ingresso in Europa

di Federico Tremarco (Lega Salvini Premier) –

Il numero uno del Pentagono, Mark Esper, ha annunciato che Donald Trump ha ordinato il ritiro delle truppe Usa nel nord della Siria. Gli Stati Uniti quindi non sostengono più gli alleati curdi contro l’offensiva turca che a loro volta sono costretti a rivolgersi ad Assad.

Erdogan ha dichiarato che nulla potrà fermare l’offensiva turca, nemmeno l’embargo sulle armi annunciato da Francia e Germania, embargo sul quale si pronunceranno anche gli altri ministri degli Esteri dell’Unione europea. Risposta di Erdogan? «Quelli che pensano di bloccarci così si sbagliano di grosso», così ha detto alla tv di Stato.

Intanto le notizie che arrivano da Damasco confermano che l’esercito siriano ha inviato truppe nel Nord del Paese come risposta all’aggressione contro le forze curdo-siriane.
Anche i giornalisti sono nel mirino. Il giornalista curdo Saad Al-Ahmad, di Hawar News, è stato ucciso dal raid dell’aviazione turca mentre viaggiava a bordo di un convoglio nel Nord della Siria. La Turchia rivendica di aver conquistato Ras Al-Ayn e lanciato l’offensiva su Tel Abyad. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, le milizie curde Ypg avrebbero sferrato una controffensiva oggi, riprendendo il controllo di alcuni villaggi. Secondo le autorità curde, sono quasi 800 i familiari di “foreign fighter” dell’Isis, fuggiti da un campo profughi nel Nord-Est della Siria dove è in corso l’offensiva turca.



L’ONU riferisce che sono già 130 mila gli sfollati fuggiti dalle loro case dall’inizio dell’offensiva militare turca nel Nord-Est della Siria.

Più di 400mila persone, non avrebbero più acqua nell’area di Hassakeh, tra cui 82mila profughi nei campi di Al Hol e Areesha. Mentre gli ospedali pubblici e privati di Ras al Ain e Tel Abyad hanno chiuso i battenti venerdì.

Il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas ha annunciato (ANSA di ieri) che la Germania ha deciso di fermare le vendita di armi alla Turchia. Una misura, ha spiegato, che intende colpire l’operazione militare avviata da Ankara nel nord est della Siria. Nel 2018, la Germania ha venduto alla Turchia armi per un totale di 240 milioni di euro.

Intanto proprio oggi, Matteo Salvini, durante la trasmissione “Mezz’ora in più” della Annunziata, pone nuovamente il problema dell’ingresso della Turchia nella comunità europea ed invita ad una riflessione sul possibile blocco della procedura di ammissione. Ha ricordato inoltre che l’Europa ha già concesso più di 5 MLD di euro alla Turchia per ammodernamenti.

Ammodernamenti? Ma di cosa stiamo parlando?

A questo punto sembra doveroso riconsiderare seriamente l’ingresso della Turchia in Europa: la vendita di armi andrebbe non solo bloccata in questo momento critico ma anche in futuro. Anzi stupisce solo il fatto che ci siano paesi Europei che forniscano armi a paesi in zone così instabili politicamente.

Questa azione violenta voluta da Erdogan non solo rischia di creare un massacri di civili, donne e bambini, in quell’area, ma anche un rischio concreto di nuove opportunità di riorganizzazione dell’Isis per nuove azioni terroristiche.

E sono sempre i civili a rimetterci, con la propria vita oppure scappando in cerca di un rifugio sicuro. E sul fronte immigrazione si apre nuovamente uno scenario a dir poco preoccupante.

L’Europa deve essere unita per dare una risposta forte e decisa per fermare questi crimini nell’interesse di tutti i paesi che ne fanno parte e dei loro cittadini, compresi gli Italiani.

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